| > Wine & Design |
| Il nuovo lusso e l’àncora del gusto |
| MARTEDI 7 APRILE 2008 |
![]() |
| Giovanni Cutolo |
| Se è vero che l’essenza dell’arte risiede in ciò che contemplando l’opera non si vede, è anche vero che la sua rivelazione si manifesta soltanto agli occhi di chi è innamorato della conoscenza e del sapere. Si potrebbe allora sostenere che il rapporto che si stabilisce anche fra gli oggetti di design e tutti coloro che li utilizzano, magari limitandosi a contemplarli, sia un rapporto reso possibile e valorizzato dal sapere del consumatore, dell’utente. Un sapere propedeutico, essenziale per poter apprezzare i futuri esiti di un design che diverrà il linguaggio per la realizzazione di proposte sempre più sofisticate di prodotti-servizi, di prodotti-esperienze e di prodotti-trasformazioni.
Di fronte a questo sconcertante scenario che sembra preannunciare la scomparsa delle merci, lasciando intravedere una nuova economia fondata prevalentemente sullo scambio di rarefatti valori immateriali privi di consistenza tridimensionale, vanno necessariamente ripensati e rinnovati i valori ai quali ancorare la produzione delle merci, anche quelle destinate ad alimentare il gusto per il nuovo lusso. Un nuovo lusso che, rifacendo a ritroso il cammino tracciato cinque secoli fa da Baltasar Gracián, torni a ridare l'importanza che merita all'accezione originale del termine gusto, quella che riconduce ai cibi e al palato e che oggi, con il food design, si pone in stretta sintonia con il design e la cultura del progetto. Giovanni Cutolo |

