La luce nel convivio
L'illuminazione è una componente essenziale per creare la giusta atmosfera a tavola. Può essere determinante nel valorizzare il cibo e il contesto e per favorire la convivialità: una luce appropriata rende infatti le persone più propense alla conversazione.
Se per il pranzo l'ideale è sfruttare al meglio la luce del giorno, per la cena è la luce artificiale che va dosata e distribuita in modo sapiente. L'illuminazione deve assolvere a una duplice funzione: creare un ambiente piacevole e garantire la riconoscibilità delle pietanze, esaltarne il cromatismo e le forme. Ma come è possibile, con la luce, creare intorno a un tavolo la giusta magìa? Quantità, colore, direzione della luce: questi i tre ingredienti principali.
Innanzitutto il convivio richiede una sensazione di intimità e quindi un’illuminazione localizzata che possa rischiarare le figure dei commensali e il piano della tavola. Ma è la scena luminosa globale che va curata nella sua interezza: il risultato complessivo è dato dall’equilibrio delle luminanze nell’ambiente, dai contrasti che si vengono a creare tra le zone più illuminate e quelle in penombra. Allo scopo è importante alternare luci direzionali installate in posizioni “chiave” che possono creare dei veri e propri volumi nella sala, in grado di dare un'idea di un ambiente più vasto e definito. In ogni caso, è da evitare l’impiego esclusivo di luce diffusa, come ahimè troppo spesso accade, anche in conseguenza della proliferazione di sorgenti fluorescenti compatte.
L’abbinamento delle candele con le sorgenti di luce artificiale crea certamente un’atmosfera raccolta, serena e confidenziale, poiché la dinamicità della fiamma genera una sensazione di luce viva che induce al rilassamento. E’ per tal motivo che talvolta le candele vengono collocate in tutta la sala. La cena consumata esclusivamente “a lume di candela” diviene molto intima ed è adatta ad occasioni in cui i commensali si conoscano molto bene.
Pietro Palladino
Pietro Palladino è uno dei più accreditati esperti italiani di illuminazione. Ha curato realizzazioni prestigiose in diversi settori applicativi riuscendo a coniugare metodo e creatività, funzionalità ed estetica. Alcuni esempi: il Maschio Angioino a Napoli, gli interni del Duomo e Battistero a Firenze, la Necropoli Vaticana, la cattedrale di S.Pietro a Bologna, p.zza della Scala a Milano, l’Università di Bruxelles, il Parco Ducale di Parma, il Duomo di Milano, P.zza Grande ad Arezzo. Quale riconoscimento della sua attività di progettazione ha ricevuto i premi "Exellence Award 2000" per l'illuminazione dell'Abbazia di S. Galgano e "Award of Merit 2001" per l'illuminazione della Necropoli Vaticana, entrambi assegnati dall' Illuminating Engineering Society di New York.
All’attività di progettista affianca quella di consulente tecnico per amministrazioni pubbliche, aziende produttrici e aziende di servizi del settore e per il Tribunale e la Procura di Milano.
Il costante impegno profuso nella divulgazione della materia lo ha portato a ricoprire incarichi didattici in ambiti pubblici e privati e a promuovere iniziative legate alla diffusione della cultura della luce nella sua accezione più vasta. Ha insegnato per circa dieci anni progettazione illuminotecnica al Politecnico di Milano. Svolge attualmente attività didattica presso alcuni atenei e istituti di formazione italiani, dove tiene seminari e lezioni sulle tematiche inerenti l´illuminotecnica.
Attraverso l’impiego di strumenti di calcolo evoluti e l’adozione di soluzioni innovative ha contribuito negli ultimi anni a elevare la qualità della progettazione illuminotecnica in Italia. E’ per questo motivo che il suo studio di Milano, fondato e gestito insieme all’arch. Cinzia Ferrara, oltre a essere un laboratorio dove si progettano installazioni, prodotti e apparecchiature per l’illuminazione è divenuto un vero e proprio centro di formazione, un punto di riferimento per coloro che desiderano approfondire le conoscenze nel campo della luce.
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